Croce Verde Padova

 
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:: ORGANISMI SANITARI
[118 - Pronto Soccorso - Guardia Medica][Anpas Trasporto Sanitario]
Servizio 118 - Pronto Soccorso - Guardia Medica

:: SERVIZIO 118

Il servizio 118 è il servizio di emergenza sanitaria nazionale in via di attivazione in tutta Italia, per offrire una gestione coordinata e strutturata di tale importante aspetto della società.

Esso prende il nome dal numero di telefono con cui lo si contatta: 118

Tale numero è unico in tutta Italia (anche se non è ancora attivo ovunque), ed in ogni località la chiamata è indirizzata alla sede di competenza territoriale.
Tale servizio riceve le richieste di intervento sanitario sul territorio e provvede alla gestione ed al coordinamento della risposta ad esempio:
:: inviando mezzi e personale adeguati sul luogo e coordinandone l'intervento;
:: attivando altri eventuali interventi di emergenza necessari (vigili del fuoco, forze di polizia, vigili urbani);
:: gestendo le disponibilità degli Ospedali e dei servizi di rianimazione;
:: organizzando trasporti critici tra Ospedali diversi.

Nel Veneto sono attive le centrali 118 di:
Belluno, Mestre, Padova, Rovigo, Treviso, Vicenza, Venezia, Verona.


:: PRONTO SOCCORSO


Nelle aziende ospedaliere di Padova sono attivi due reparti di Pronto Soccorso: presso l'Ospedale Civile e presso l'Ospedale Sant'Antonio, dove recarsi secondo le necessità o le preferenze, ed inoltre per le urgenze ortopediche a settimane alternate il Pronto Soccorso presso l'Ospedale Sant'Antonio e presso la Clinica Ortopedica; è importante ricordare che qualunque ricovero ospedaliero deve essere richiesto tramite il Pronto Soccorso.


:: GUARDIA MEDICA

La guardia Medica esplica invece i medesimi servizi del medico di base, negli orari in cui questo non è presente, cioé
- ogni giorno feriale dalle ore 20.00 alle ore 8.00 del mattino successivo
- nei giorni festivi dalle ore 8.00 di mattina alle 8.00 del mattino successivo

Si può contattare telefonicamente al numero: 049-8685610.

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A.N.P.As. - Trasporto Sanitario
Il trasporto sanitario in Italia è gestito in modo molto variegato.
Dove per motivi storici, culturali o altro è presente una Associazione volontaria locale costituita a tale scopo essa opera in regime di convenzione con le Aziende Ospedaliere. Tra queste si annoverano la Croce Verde di Padova e altre in diverse città (talvolta denominate anche Croce Bianca o Misericordie nel Centro Italia).

In molte località è presente un presidio della Croce Rossa nazionale che, opportunamente attrezzato, svolge tale servizio.
Se nel territorio non è presente alcuna organizzazione di tale tipo il servizio è gestito direttamente dai Pronto Soccorso delle Aziende Ospedaliere attrezzate con questo reparto o da Società private. Perchè allora mantenere il trasporto sanitario con una forte presenza di volontariato e non prevedere invece di renderlo completamente professionale come in altri paesi? I motivi principali sono due, e riguardano l'aspetto economico e l'aspetto etico-storico.

Volendo ottenere un primo soccorso di buon livello ad esempio in una realtà delle dimensioni della nostra città è necessaria una predisposizione di personale addestrato e di equipaggiamento che, in mancanza del contributo dei volontari, comporterebbe una notevole spesa a carico del servizio sanitario, che sappiamo già navigare in pessime acque, con il pericolo di diminuzione delle disponibilità a discapito soprattutto delle fasce economicamente più deboli.

Un sistema misto ed integrato pubblico-volontariato permette invece di delegare al volontariato gli interventi "non specialistici", con notevole risparmio economico, mantenendo comunque l'intervento di personale professionista quando la situazione lo richieda.

Inoltre, dato il notevole livello e radicamento nella realtà locale raggiunto da diverse Associazioni, il loro smembramento comporterebbe oggi una notevole perdità di capacità e conoscenze, nonché di tessuto sociale, e quindi di vivibilità della società, ed inoltre, non dimentichiamolo, si perderebbe una cultura di "affezione" all'attività svolta che permette forse di non considerarla mai una routine quotiana, ma di saper conservare partecipazione alle necessità e disponibilità.

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