Wisdom of Life

Storia

1913: lo spirito croceverdino

La tradizione racconta: una sera di inizio ‘900 un gruppo di amici esce una sera dalla trattoria e si imbatte in un povero e sofferente, bisognoso di cure e abbandonato, in assenza di un servizio pubblico che possa provvedere. Decidono di fare qualcosa Sono anni in cui il trasporto di ammalati e feriti è attuato dal Comune con barelle trainate a mano o da cavalli, e associazioni laiche e religiose basate sul volontariato gestiscono ospizi, ospedali, orfanotrofi, case e istituti di accoglienza. Il senso della beneficenza è profondamente vivo.


Nasce Croce Verde Padova

Marzo 1913: cittadini appartenenti alle più diverse categorie professionali e sociali decidono di costituire un’associazione per fornire alla città e ai cittadini un’opera gratuita di trasporto e assistenza ai feriti e ammalati. Il Comitato Promotore, presieduto dal primario chirurgo Prof. Giovanni Alessio, lancia l’appello alla cittadinanza, affisso ai muri cittadini. L’8 giugno si tiene l’assemblea costitutiva presso la sede della Società del Mutuo Soccorso in Piazza Unità d’Italia; fondatore è designato Mario Morpurgo. I soci volontari prendono il nome di “militi”: sono in prevalenza operai, artigiani, impiegati e commercianti, dal profondo senso umanitario, affiancati da professionisti, nobili e persone abbienti quali “soci contribuenti”. La divisa comprende berretto, giubba e calzoni di tela grigio-scura, cintura, gambali, bracciale bianco con la croce di colore verde ed il distintivo. Al vertice del nuovo ente sta un Consiglio Direttivo e a capo della struttura operativa un Comandante dei militi volontari e forse già i capisquadra notturni. I volontari attivi non possono assumere la qualifica di soci e non hanno diritto di voto in assemblea.

La prima sede è in via Cesare Battisti (ex via Cassa di Risparmio), al civico 24. Vi si dorme (per modo di dire) in un unico stanzone con dodici posti letto. La squadra notturna è composta da 11 militi uomini e un dipendente. Primo “comandante” è nominato l’ex appuntato dei carabinieri Eugenio Bottazzo, che diventa figura mitica della prima Croce Verde padovana, anche grazie al suo coraggio nelle lunghe trasferte ed in occasione dei bombardamenti aerei della grande guerra. Si avverte da subito un moto di simpatia da parte della stampa e dalle autorità verso l’Associazione, quale organismo di ispirazione laica votato al bene della collettività.


1914: il primo servizio e la convenzione con il Comune

Vuole tradizione che il primo servizio sia svolto la sera del 1° marzo 1914 in via Porciglia, a beneficio della signora Amabile Callegaro di 40 anni, feritasi cadendo. Venne soccorsa in quell’occasione da Giuseppe Marotto, Carlo Ambrosini e Galileo Visentini.

Già nel gennaio 1915 Croce Verde stipula la convenzione con il Comune per svolgere il servizio di trasporto in città e nel suburbio di ammalati, feriti, infortunati, maniaci ed ubriachi: quest’ultimi solo se feriti da accompagnarsi all’ospedale in attesa che si fosse provveduto ad allestire un apposito locale di ricovero.


1915: le richieste dei militi volontari

Nella primavera del 1915 una commissione di militi chiede l’istituzione di corsi di istruzione, l’acquisto di materiale, norme più pratiche relative ai servizi e al sistema disciplinare, modifiche dello statuto e la costituzione dell’associazione del Corpo militi volontari di pubblica assistenza. L’iniziativa provoca le dimissioni del Presidente Montemerlo, poi ritirate su presentazione da parte dei militi di una lettera-memoriale nella quale precisano gli obiettivi di miglioramento; chiedono fra l’altro di essere messi al corrente, con opportune lezioni, sul modo di medicare, e di ottenere una tessera ed un distintivo comprovanti che la loro opera è del tutto gratuita.


1915: la prima ambulanza

Valutata l’insufficienza dei mezzi a trazione umana o animale, nel 1915 viene acquistata la prima ambulanza (chiamata allora “autolettiga”), attrezzata su un “chassis” offerto dalla Fiat, con potenza di 15-20 cavalli, per il prezzo di 13 mila lire. Il primo suo servizio, trattandosi di periodo di guerra, riguarda il trasporto dall’ospedale di guerra di Battaglia a quello centrale di Padova di due soldati feriti.


1915-1918: la prima guerra mondiale

Gli anni della grande guerra sono assai duri per Croce Verde, che deve fronteggiare, anche sotto il profilo dei soccorsi, le incursioni e bombardamenti aerei nemici, nonché la grave carenza di volontari partiti per il fronte.
Nel bombardamento dell’11 novembre 1916 presso la “Rotonda” muoiono 90 persone, tra cui anche un milite.


1924: la nuova sede di via Cesare Battisti

Nel 1924 è inaugurata la nuova sede di via Cesare Battisti, al civico 24; i vecchi volontari la ricordano ancora. Lo stabile viene messo a disposizione dalla Cassa di Risparmio e i fondi necessari sono recuperati con il contributo “straordinario” dei cittadini.


1928: entrano i farmacisti

Nell’autunno del 1928 i farmacisti di tutto il Comune assumono la qualifica di “soci attivi” della Croce Verde. Insieme ai medici e ai militi volontari costituiscono il nucleo di pronto soccorso presso la sede centrale e presso tutte le farmacie comunali, che diventano “presidi di primo soccorso”.


1926: Croce Verde diventa ente pubblico

Con Regio Decreto del 5 marzo 1926 lo Stato elegge Croce Verde ad Ente Morale con personalità di diritto pubblico. Con ciò la Croce Verde assume la qualifica di I.P.A.B. (Istituzione di Pubblica Assistenza e Beneficenza) regolata dalla legge n. 6972 del 1890 (cd. legge “Crispi”), qualifica che riveste tutt’ora. Negli anni dal 1921 al 1933 la Croce Verde cerca di estendere la sua attività con l’apertura di una guardia medica, di un consultorio e di una “poliambulanza/poliambulatorio”, con il compito di fornire cure gratuite ai meno abbienti.


1934: nascono i donatori di sangue

Il Gruppo Donatori di Sangue, attivo anche oggi, è fondato il 28 marzo 1934. Il sangue non viene conservato e le trasfusioni avvengono direttamente da braccio a braccio. C’è chi ricorda la grande emozione di vedere un neonato salvato dal proprio sangue, o la necessità di donare il sangue alla stessa persona appena trasportata in ospedale.


1942: gli anni della seconda guerra mondiale

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale Croce Verde ha in dotazione tre ambulanze, cui si aggiungono al termine della guerra una “Artena” e una “Astura”. Durante il conflitto muoiono in guerra 11 volontari. Nel 1946 i volontari sono 350 i volontari e i donatori 100. In quegli anni per entrare in Croce Verde è necessario essere presentati da due volontari anziani, fornire il certificato penale e tre foto. Il servizio ammalati mentali è interamente a carico di Croce Verde, per il trasferimento all’Ospedale Psichiatrico di Via Dei Colli. Si muore ancora di broncopolmonite (non tutti potevano scaldare la casa), si partorisce non di rado in ambulanza (non c’erano le sale travaglio, i “monitoraggi”, le ecografie) e la Croce Verde spesso accompagna a casa, su richiesta dei familiari, i pazienti incurabili, perché morissero tra le proprie mura (non c’erano terapie intensive, reparti di lungodegenza e rianimazione). Frattanto, nel 1940 si forma il primo gruppo di volontari per il trasporto e l’assistenza dei malati diretti a Lourdes: si tratta di un viaggio assai lungo e faticoso che dura giorni. Il servizio di accompagnamento malati a Lourdes con l’UNITALSI viene svolto tutt’ora.


1948: votano i soci volontari

Il 25 giugno 1948, a causa di contrasti tra soci contribuenti e militi volontari, il Prefetto di Padova decide il commissariamento dell’Ente e successivamente il Commissario colonnello De Vita delibera di ammettere a soci anche i volontari, decisione successivamente ratificata dall’assemblea.


1957: l’autoemoteca

Nel 1958 il parco ambulanze comprende 9 mezzi, e Croce Verde acquista una speciale autolettiga, per un costo di due milioni dati in oblazione dalla Diocesi di Padova, forse adibita anche ad autoemoteca: si sposta nei vari Comuni della provincia per la raccolta di sangue da destinare al Centro Trasfusionale. Si tratta del primo mezzo “uscito dalla fabbrica” (Alfa Romeo) acquisito da Croce Verde; i precedenti erano auto usate riadattate.


1962: il Comandante Alfredo Merlin

Nel 1962 viene nominato comandante Alfredo Merlin, sostituito solo nel 1986 da Francesco Biasioli, quest’ultimo oggi responsabile del Corpo Volontario. Entra anche quale Segretario amministrativo, il rag. Ugo Lessio (attualmente consigliere), e viene installato sulle nuove autolettighe l’impianto radio per le comunicazioni con la centrale. Nel 1963 Croce Verde compra l’autoambulanza “Fiat 1800 F” soprannominata dai militi “l’ammiraglia”. Ha una dotazione sanitaria speciale: barella, telo porta feriti, cassetta pronto soccorso, cinghia per malati mentali, radio RX/TX e bombola per ossigenoterapia cosa assolutamente nuova per l’epoca.


1968 e 1971: nuovo presidente e nuovo statuto

Il 23 dicembre 1968 è eletto Presidente il rag. Giorgio Tedeschi, primo presidente proveniente dalla “base”; conduce Croce Verde fino al 1986. Sotto la Presidenza Tedeschi è votato il nuovo statuto (1971), che sancisce formalmente il diritto di elettorato attivo e passivo di tutti i soci “senza distinzione delle categorie di appartenenza” e viene inaugurata l’attuale sede di via Nazareth, alla presenza dei volontari e delle autorità (1973). Si distingue per generosità l’industriale Daciano Colbacchini, personaggio mitico dell’atletica e dell’aviazione (cui è dedicato lo stadio comunale dell’Arcella), che tra il 1973 e il 1979 dona cinque ambulanze e dispone che alla sua morte e in sua memoria siano donati alla Croce Verde ben 50 milioni.


1976: il terremoto del Friuli

Il 6 maggio 1976 è la data del terribile terremoto nel Friuli: la mattina successiva otto ambulanze della Croce Verde sono disponibili all’aeroporto Allegri per il trasporto di feriti destinati all’ospedale di Padova. Un’ambulanza e vari volontari operano nei comuni di Resia e Gemona devastati dal sisma.


1979: entrano le donne e nasce il gruppo Podisti

Nell’estate 1979 l’assemblea delibera l’ingresso in Croce Verde delle donne, destinandole anche ai servizi in ambulanza, e nell’aprile 1980 sono promosse volontarie una quindicina di donne. Prima le donne potevano assolvere solo la donazione di sangue. Sempre nel 1979 viene fondato il Gruppo Podisti, che tutt’ora organizza a Padova nel mese di ottobre la marcia annuale della Croce Verde. Dalla prima marcia del 1979 si è arrivati nel ………. ad oltre ………. atleti e ………. gruppi podistici provenienti dall’Italia e dall’estero. Nel 1980 fanno il loro ingresso in Croce Verde gli obiettori di coscienza, aiuto fondamentale nel servizio giornaliero fino all’anno della loro sostituzione con il Servizio Civile Nazionale.


1983: Filoverde

Nel 1983 sono pubblicati i primi due numeri di Filoverde, giornale della Croce Verde, la cui registrazione ufficiale è datata 13 marzo 1985; direttore è nominato il giornalista Angelo Augello, in carica fino al 2012. Filoverde tutt’ora arriva nelle cassette delle poste dei volontari.


1986: il servizio di urgenza ed emergenza medica

Dopo Giorgio Tedeschi è nominato Presidente nel giugno 1986 il dott. Daniele Polato, assistente presso l’Istituto di Anestesiologia e Rianimazione dell’Università di Padova e volontario fin dai 18 anni. Polato introduce in Croce Verde il servizio Suem (Servizio di Urgenza ed Emergenza medica): sono i primordi dell’1.1.8. e la Croce Verde, tra i primi enti in Italia, fornisce una ambulanza attrezzata con a bordo un milite volontario, un medico ed un infermiere diplomato e gestisce dalla propria centrale operativa le richieste di intervento. A Polato succede Giorgio Ortolani, già consigliere nel quadriennio 1980-1984, che si prodiga per il consolidamento del servizio e per il miglioramento del parco macchine.


Anni ’80 e ’90: le sedi distaccate e i nuovi mezzi

Negli anni ’80 sorgono le tre sedi distaccate a Tencarola (1983), Albignasego (1986) e Cadoneghe, cui si è aggiunge, nel 2003, anche Montemerlo. Nei primi anni ‘90 vengono acquistate sei ambulanze, una delle quali adibita a Unità Mobile per trasporto delle equipes mediche, grazie al contributo del pilota padovano Riccardo Patrese, del Coro Tre Pini e del Gruppo Podistico; nello stesso periodo, in adempimento del suo scopo filantropico, Croce Verde destina all’estero quattro ambulanze con medicinali e pezzi di ricambio. Negli anni ’90 è attivato anche il Pollicino per il trasporto disabili.


1993: La Scuola di Formazione e il nuovo Regolamento; il servizio di “culla”

Per migliorare e organizzare la formazione dei volontari e dei dipendenti, nel 1996 nasce una vera Scuola di Formazione della Croce Verde di Padova. Referente è nominato Mario Vais, poi coordinatore quando la responsabilità viene affidata al Dott. Gianluca Alati. Nel 1994 è approvato il Regolamento del Corpo Volontario, nella versione ancora attualmente in vigore. Nel 1995 è avviata la collaborazione tra la Croce Verde e il Dipartimento di Pediatria per il trasporto tramite culla termica del neonato critico, servizio già svolto da Croce Verde ma in modo saltuario ed estemporaneo: nei primordi con la “cestina” appoggiata sulla barella delle ambulanze, poi, già dagli anni ’80, utilizzando la termoculla della Clinica Ostetrica.


1996: l’avvento del 118

Nel 1996 è costituito il servizio 118 sul territorio di Padova: una centrale operativa presso l’U.L.S.S. gestita da medici e infermieri strutturati riceve le chiamate che precedentemente erano ricevute e gestite dalla centrale di via Nazareth. Tale cambiamento, davvero radicale, comporta la differenziazione, nei mezzi e nella composizione degli equipaggi, tra il servizio di Suem e il trasporto ordinario e la necessità di fornire un servizio sempre più competente e specializzato.


Gli anni 2000 e i giorni nostri

  • Nel 2001 viene approvato lo statuto attualmente in vigore, mentre nel 2002 riprende il vivace dibattito sulla trasformazione dell’ente da I.P.A.B. ad associazione di volontariato ONLUS, allo stato ancora aperto.
  • Nel 2003 la Croce Verde celebra il suo 90° compleanno e nell’ambito dei festeggiamenti vede intitolata a suo nome “Via Croce Verde” nel quartiere Montà. Nello stesso anno assume l’incarico di Segretario, a capo della struttura amministrativa, il dott. Cesare Peron, subentrando al dott. Domenico Viscidi, che aveva rivestito tale ruolo fin dal 1987.
  • Il 28 novembre 2004 vengono inaugurati i nuovi locali e strutture nella sede di via Nazareth, ed in particolare il nuovo auditorium (per 250 posti), nuovi spazi per l’officina e per il ricovero delle ambulanze Suem.
  • Nel 2005 si svolge a Padova e presso la Croce Verde la sesta edizione del Meeting Nazionale della Solidarietà A.N.P.A.S. Nelle ultime elezioni per il rinnovo delle cariche associative, svolte nel 2011, partecipano al voto oltre 600 volontari e soci: al Presidente Ortolani, non più candidatosi, succede l’attuale Presidente Lucio Terrin, ex comandante della Polizia Municipale di Padova.
  • In questi ultimi anni si sono intensificati l’impegno organizzativo e operativo necessario ad un ente di grandi dimensioni, che ha acquisito nel 2011, a mezzo di gara pubblica, l’integrale servizio di trasporto ordinario nel territorio dell’U.L.S.S. 16, comprendente ora anche il Comune di Piove di Sacco. Sono presenti alcune delle difficoltà e questioni oggi comuni agli enti di volontariato e non profit italiani, in primis quelli impegnati nei servizi sanitari: un certo turn over dei volontari, l’eccessivo “peso” del servizio, in particolare il servizio d’urgenza 118, che assorbe molte energie del personale volontario e dipendente e richiede un’opera costante e specializzata; o ancora la necessità, al tempo stesso, sia del “trapasso” da volontario a volontario delle tradizioni e dei valori fondanti o la veste giuridica da assumere nel sempre mutevole e incerto quadro legislativo. Rimangono però le grandi soddisfazioni per la costante testimonianza della Croce Verde e dei suoi volontari e dipendenti nella città di Padova e per la quantità e qualità del servizio offerto ai pazienti e ai cittadini.