Wisdom of Life

Il trasporto sanitario volontario

L’Italia conosce una grande tradizione nel Volontariato del trasporto sanitario e del soccorso.

In moltissime regioni italiane tale servizio è infatti svolto da associazioni locali di volontari costituite a tale scopo, che spesso operano in regime di convenzione/affidamento con le ULSS locali.

Tra queste si annoverano le Croci Bianche e le Misericordie, costituite in forma di associazione di volontariato ai sensi della L. n. 266/91, e, in Veneto, la Croce Verde di Padova e di Verona, che hanno acquisito la forma pubblica di I.P.A.B.

L’A.N.P.A.S. è associazione di secondo livello di cui sono socie la maggior parte delle associazioni del soccorso.

In molte località, tra cui Padova, è presente inoltre un comitato della Croce Rossa Italiana.

Quando nel territorio non è presente alcuna organizzazione di tal fatta, il servizio è spesso gestito direttamente dalle Aziende Sanitarie e dalle ULSS con propri mezzi e personale.

Le ragioni per cui l’ente pubblico ha continuato negli anni ad affidare il servizio al Volontariato sono essenzialmente due.

Sotto il profilo economico, il servizio richiede la predisposizione di personale e mezzi che, in mancanza del contributo dei volontari, comporterebbe una notevole spesa a carico del servizio sanitario. Un sistema misto ed integrato pubblico-volontariato permette invece di affidare al volontariato gli interventi “non specialistici”, con notevole risparmio economico, mantenendo comunque l’intervento di personale professionista quando la situazione lo richiede.

Sotto il profilo etico e sociale, dato il notevole livello e radicamento nella realtà locale raggiunto da diverse Associazioni, il loro smembramento comporterebbe una notevole perdita di capacità e conoscenze, nonché di tessuto sociale, e quindi della società stessa; si perderebbe inoltre la spinta volontaristica a vantaggio anche dei pazienti e beneficiari.

Tuttavia, l’evoluzione del servizio ma anche purtroppo la volontà di diminuire ulteriormente i costi dello stesso e di non proseguire nella strada degli affidamenti diretti al Volontariato, ha portato varie ULSS all’emissione di bandi di gara, spesso “al massimo ribasso”, che non consentono di valorizzare a pieno le specificità del Volontariato, e che lo hanno inserito pienamente “nel mercato” al pari degli enti lucrativi (cooperative e S.r.l.).

In lacune regioni l’affidamento diretto del servizio alle Associazioni di Volontariato è stato recentemente oggetto di esplicite disposizioni di legge regionale, anche in opportuno superamento della rigida applicazione dei principi comunitari della concorrenza, considerato il particolare ambito (servizi socio-sanitari) e le caratteristiche del servizio medesimo.